Ludotattica

Dal metodo tradizionale al metodo integrato fino alla periodizzazione tattica

Rubrica curata dal professore Giovanni Garofalo autore del libro "Ludotattica"

27.06.2022 11:28

Uno degli argomenti su cui sono soliti confrontarsi gli allenatori, riguarda la scelta del metodo di lavoro. Fino a qualche decennio fa la maggior parte dei tecnici aveva un approccio di tipo “tradizionale”, secondo il quale ,gli obiettivi atletici venivano raggiunti con lavori specifici in cui non era previsto l’utilizzo del pallone, cioè  in maniera  decontestualizzata rispetto ai lavori tecnico-tattici, e solo con quest’ultimi il calciatore poteva finalmente dilettarsi  con l’oggetto del desiderio:  quel pallone che, soprattutto nelle prime fasi della stagione, gli veniva assolutamente vietato, quasi fosse un dolce ipercalorico che gli potesse fare perdere il peso forma.

Nell’ultimo ventennio l’approccio sembra essere un po’ cambiato e sono emersi  vari metodi d’allenamento  innovativi , spesso influenzati dal contatto con i paesi esteri, tra i quali  il cosiddetto “metodo integrato”. 

Il “metodo integrato”  prevede la possibilita’ di raggiungere gli obiettivi condizionali attraverso esercitazioni in cui e’ previsto l’utilizzo del pallone, tuttavia, l’approccio resta fondamentalmente ancorato a presupposti di tipo tradizionale, in quanto, nonostante l’utilizzo della palla, nel programmare la seduta viene comunque data una certa priorità al raggiungimento di obiettivi atletici: spazi di gioco piu’ meno grandi, durata dell’esercitazione, gestione dei recuperi, tutto calcolato in funzione dell’obiettivo condizionale che si desidera raggiungere.

Da circa un decennio sta suscitando un grande interesse metodologia nuova, rivoluzionaria ,che pone il modello di gioco al di sopra di e di conseguenza basa la propria programmazione ponendosi obiettivi non piu' condizionali , ma di tipo tattico, da cui il nome di “periodizzazione tattica”.

Di origini portoghesi come il suo piu' famoso sostenitore,il celebre Jose' Mourinho, in realta' il concetto di “periodizzazione tattica” nasce grazie alle geniali intuizioni del professor Vito Frade( docente dell'universita' do Oporto), quale il quale concepisce un metodo che rispetta il principio dell'integrita' inscindibile del gioco del calcio, proponendo in fase di programmazione, delle sedute che abbracciano le quattro componenti della prestazione (tattica,tecnica,psicologica e fisica) considerandole come un "unicum" da sviluppare in forma inter - relazionata. In tale contesto, ad avere priorita', non e' piu' la condizione atletica, ma il modello di gioco. Secondo questo approccio non ha senso essere i piu' veloci, i piu' forti oi piu' resistenti,ma essere capaci di il proprio modello di gioco, nello spazio in cui si svolge e per tutta la sua durata. In quest'ottica, forza, velocita' e resistenza saranno certamente allenate ma andranno inseriti all'interno di un contesto tattico chiaro, preciso e determinato. 

In questo senso anche il periodo preparatorio, spesso impropriamente chiamato "preparazione atletica", non avra' piu' come obiettivo primario di migliorare la condizione atletica della squadra, ma il livello globale del gioco della squadra, e di inserire il concetto di modello di gioco, grazie ad apposite esercitazioni, spesso sottoforma di “giochi di posizione” di cui abbiamo parlato in uno dei precedenti articoli. 

In conclusione, il professor Vito Frade, ha innescato, piu' o meno consapevolmente, una di “rivoluzione copernicana” della metodologia dell'allenamento calcistico: “non sorta tutto intorno alla condizione atletica del calciatore, ma ruota tutto, compreso la condizione atletica , attorno al modello di gioco, al progetto tattico ed alla piu' moderna credenza che l'uomo sia “globalita' indivisibile” , per cui e' impossibile, secondo questo approccio, separare e scomporre la parte fisica, da quella tattica e da quella psicologico.

 

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